
Il Carnevale è una festa di origini antichissime. Oggi è l’allegra festa che si celebra, nella tradizione Cattolica, prima dell’inizio della Quaresima.
Carnevale nell’antichità indicava il banchetto di abolizione della carne che si teneva subito prima del periodo di astinenza e di digiuno. Il Carnevale rappresenta da sempre una festa del popolo, in particolare del popolo che lavora e che ha poche occasioni per divertirsi. E’ un momento in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo e alla materialità. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare se stesso per diventare un altro.
Nel ‘600, dall’inizio della commedia dell’arte, si tramanda la figura che rappresenta il carnevale di Bistagno: UANEN CARVE’ che chiama una volta all’anno i cittadini del proprio paese e del circondario a svolgere la più importante manifestazione trasgressiva dell’anno: appunto il Carnevale.
Ma chi è UANEN CARVE’? UANEN (diminutivo di Giovanni) è un contadino di mezza età, che ha avuto un passato difficile, ma che ha saputo conquistarsi un posto importante nel paese di Bistagno. Infatti, è nato povero nella zona più povera del paese (via Corneta?), ha imparato a lavorare la terra e, nel corso degli anni, ha saputo fare fortuna diventando un piccolo possidente.
Questo gli ha permesso di considerarsi benestante, anche se le tribolazioni quotidiane sono all’ordine del giorno. Povero, onesto, lavoratore (non troppo), fortunato, intelligente, arguto, osservatore, riflessivo, ma anche irriverente, sa stare in mezzo alla gente con naturalezza. Sposato, ben presto diviene vedovo, ma ancora giovane, aitante e focoso, si cerca subito una compagna, senza più sposarla, che lo ami e accudisca tutte le faccende domestiche (la socia).
Assieme alla sua compagna, nei periodi di festa scende nel paese e gli piace dimostrarsi grandioso bevendo e gozzovigliando nelle varie osterie in compagnia degli occasionali e interessati amici (gli scrocconi). Qualche buon bicchiere di vino e la pancia piena gli tolgono i freni inibitori e di conseguenza comincia il divertimento per gli amici e la disperazione per i potenti e per chi nel corso dell’anno ha commesso qualche peccatuccio.
Nascono da qui gli “STRANOT”, versi in autentico dialetto Bistagnese dove UANEN si diverte a mettere in pubblico cose anche risapute, ma che il buon comportamento fa tenere nascoste, con sarcastiche e pungenti frasi o riferimenti più o meno precisi, ma comprensibili per tutti.
Questo è il carnevale di Bistagno: autentico divertimento ma anche un modo per prendere e prendersi in giro. Un modo, per il popolo di chi non ha voce, di contestare, se pur con il divertimento,le angherie e i soprusi di chi nel corso dell’anno governa il paese, l’Italia, il Mondo. Pochi giorni di festa, di divertimento, dove gli adulti diventano bambini e i più piccoli diventano sé stessi. Divertiamoci, ridiamo tutti quanti delle nostre miserie quotidiane, delle prepotenze dei potenti, delle piccolezze dei furbacchioni e della capacità di UANEN CARVE’ di ricordarci che a “Carnevale ogni scherzo vale.”