Carnevalone Bistagnese

Il carnevale di Bistagno è, tra i carnevali che si svolgono in provincia di Alessandria, uno dei più importanti. La sua principale caratteristica è un gruppo mascherato antico e importante: la maschera di UANEN CARVE’ con la sua compagna chiamata comunemente LA SOCIA in quanto fa sì coppia con Uanen, ma non è la moglie (lui è vedovo), solo la compagna di vecchia data.

Uanen Carvè (Giovanni Carnevale) è una maschera che nasce dalla Commedia dell’Arte. La leggenda ci dice che nasce circa alla metà del ‘600 (quando deve dire il suo anno di nascita, dichiara che è nato nel 1653, ma non ci sono documenti tali da avvalorare questa tesi). Sta di fatto che la maschera comincia a operare nel corso del ‘700, cresce nell’800 e diventa un personaggio importante nel secolo scorso, dove ha avuto alcune evoluzioni che l’hanno portato al 21° secolo a essere una maschera veramente importante.

Poche sono le tracce che ha lasciato nel ‘700 e nell’800: alcuni riferimenti, piuttosto parziali, sono nei documenti dell’archivio comunale ma nulla di più. Nel 1871 a Bistagno fu fondata la SOMS (Società Operaia di Mutuo Soccorso) che, tra le altre incombenze, si fa carico di organizzare il carnevale del paese. Esso aveva già una qualche tradizione, ma è sul finire del secolo che diventa una ricorrenza importante. Da allora la SOMS, con alterne fortune ha organizzato il carnevale di Bistagno, la cui importanza è cresciuta tanto da modificarne il titolo in “Carnevalone Bistagnese” marchio inconfondibile del carnevale del paese.

La maschera Uanen (Giovanni, come il santo patrono di Bistagno) nel corso degli anni ha avuto grandi interpreti che hanno sempre più caratterizzato il personaggio, fino ai giorni nostri.

La leggenda dice che Uanen nasce povero in quella che si narra fosse la parte più povera del paese: il “Cuntraiot”, oggi via Magenta. Il padre forse fu un certo “Batita” che era un operaio agricolo occasionale (s’ciavandore): lavorava quando un possidente lo chiamava, sovente con un misero compenso in natura. Uanen crebbe libero, senza scuola e l’unico insegnamento fu la vita randagia nelle contrade del paese. Appena ebbe l’età adatta seguì suo padre nel suo mestiere, anche se di lavorare, Uanen non ne aveva voglia. All’inizio però, le risorse furono poche o nulle.

La cosa positiva era però che Uanen, molto intelligente, ascoltasse tutti, ricordasse bene e andasse a riferire a chi di dovere. Di lì nacque la sua capacità di emanciparsi e di abbandonare la casa natale, diventando sempre più importante. Oggi è un signorotto di mezza età, benestante. Abita forse in una casa all’onore del mondo, in collina.

La leggenda ci dice che fosse sposato, ma la moglie morì quando era ancora in età giovanile. Non si risposò, preferendo portarsi a casa una Socia che gli fa da moglie, serva e consigliera.

Negli ultimi decenni del ‘900 e in questi primi anni del 2000 Uanen ha affinato il suo personaggio. una maschera al pari delle maschere italiane più importanti. È il padrone incontrastato, anzi: è S.M. Uanen Carvè, il personaggio che, (come nel suo cliché) si permette di spiattellare ai quattro venti quello che pensa o che sa nei confronti dei potenti e anche degli umili.

Da qualche anno anche il personaggio della “Socia” sta crescendo. Prima era solo l’umile compagna e serva di Uanen, oggi comincia a emanciparsi seguendo l’evolversi dei tempi e dialoga col compagno e con il paese.

Anche le Damigelle, due graziose e giovani donzelle, non si limitano a fare da coreografia, ma formano, con S.M. UANEN CARVE’ e la socia, il gruppo mascherato, interagendo con loro, anche su cose futili, capricci o storie dei giorni nostri, ovviamente tutto in dialetto.

È uno spasso la domenica e il martedì di carnevale seguire l’evoluzione dei quattro personaggi che, a bordo del loro carro carnevalesco, interagiscono tra loro e coinvolgono il pubblico come fosse un vero e proprio teatro di strada realizzato all’aperto, in un corteo mascherato.

Poi tutto diventa serio: S.M. UANEN CARVE’, la Socia e le Damigelle salgono sulla torre del paese, nonché storico palco di Uanen. Si rivolge alla folla, al popolo, come un tribuno proveniente dal passato remoto, apre il suo LIBRONE e comincia ad arringare con i suoi “STRANÒT”, con la sua satira che non perdona, additando il malcapitato di turno. Una mezz’oretta al fulmicotone, dove il popolo ascolta, sorride, applaude, si diverte e se ne torna a casa più ricco e convinto che il carnevale di Bistagno sia unico al mondo!



Sua Maestà Uanen Carvè